VARISELLA – “S.BIAGIO – CASTELLO DI BARATONIA”

MAPPA ITINERARIO


INFORMAZIONI TECNICHE:
Lunghezza: 150 m
Dislivello: da 380 m a 430 m
Punto di partenza: Località San Biagio a Sud – Est dell’abitato di Varisella
Punto di arrivo:
Castello di Baratonia
Accessibilità:
parzialmente accessibile ( nel bosco solo fruibile da persone con disabilità cognitive e mentali)
Parcheggio:
presso Cappella di San Biagio (area di sosta per camper)
Periodo: 
tutto l’anno

Descrizione:

 

Il percorso si inserisce in un’area forestale in parte di proprietà pubblica , in parte privata . Tali formazioni boschive rientrano, nelle categorie dei querceti di rovere, dei castagneti, dei robinieti (aree di maggior degrado antropico) e delle boscaglie con particolare riferimento al betuleto formazione pioniera derivante dall’abbandono del pascolo e presente su una parte consistente del territorio comunale. Si tratta quasi sempre di boschi d’alto fusto di età piuttosto avanzata.

Lungo il percorso sono rappresentate tutte le categorie forestali elencate oltre al Querco-carpineto e al Rimboschimento a Pinus nigra.

Lungo il sentiero oggetto di sistemazione, “S. Biagio-Baratonia”, e in particolare nella parte iniziale , il bosco è costituito da un Querco-carpineto d’alta pianura ad elevate precipitazioni varietà con Rovere che indica il passaggio da formazione planiziale a formazione collinare. Tale tipologia, che nel versante più esposto risulta meno rappresentata, a nord è costituita da esemplari di farnia e carpino bianco di particolare bellezza che conferma il raggiungimento dell’equilibrio della foresta con le condizioni stazionali. In buon numero sono anche le specie accessorie e complementari quali il ciliegio selvatico (Prunus avium), l’acero di monte (Acer pseudoplatanus), l’olmo campestre (Ulmus minor), il frassino maggiore (Fraxinus excelsior), ecc. Risulta rappresentata, con esemplari di grosse dimensioni che ormai hanno perso completamente la capacità pollonifera, anche la robinia (Robinia pseudoacacia) derivante da rilascio di almeno 70 anni fa.

Salendo lungo il rilievo che vede alla sommità le rovine del castello dei Visconti di Baratonia (sta per essere restaurato ciò che resta dell’ingresso principale), il bosco presenta una buona percentuale di necromassa (piante morte in piedi) e di ribaltamenti soprattutto a carico del castagno specie notoriamente meno stabile delle autoctone Farnia e Rovere. Sui fusti di questi esemplari sono ben visibili i segni del cancro corticale e sulle gemme sono visibili i segni dell’insetto galligeno che negli ultimi anni ha attaccato colpendo duramente anche la produzione del frutto.

Passeggiando lungo il tratto di sentiero che attraversa i boschi di proprietà privata si nota una realtà forestale piuttosto eterogenea soprattutto nella gestione del patrimonio boschivo.

Giunti nei pressi della cappella di San Grato a Baratonia il bosco naturale o naturaliforme lascia spazio ai rimboschimenti di pino nero (Pinus nigra) che sono diffusi sull’intera fascia basso montana dei Comuni della Val Ceronda-Casternone, messi a dimora negli anni ’60, per ridurre i fenomeni di erosione superficiale dei versanti. Ultimamente l’alto rischio di incendio boschivo ha indotto alcuni comuni, tra cui Varisella e La Cassa, a intraprendere azioni volte alla riduzione di tale rischio, promuovendo la sostituzione delle conifere con specie autoctone partendo da diradamenti forti utili a indurre l’affermazione di nuclei di rinnovazione già presenti.

 

Varisella, che interseca la sua storia profondamente con quella della sua borgata Baratonia, comune indipendente fino al secolo scorso e sede di un importante Viscontado.

Del Castello che fu dei Baratonia non rimangono oggi che i muri perimetrali, dentro i quali sono ancora visibili le divisioni dei locali ed i resti della chiesa padronale. Dagli scavi sono venuti alla luce suppellettili in ceramica e frammenti di affreschi. Il nome Baratonia potrebbe avere derivazione germanica e significato originale di “terra allodiale”, godibile cioè in piena proprietà e non sottoposta a vincoli feudali.

La Borgata Baratonia di Varisella è già citata in una bolla di Papa Benedetto VIII del 1014 e nominata in un diploma dell’Imperatore Arrigo III del 1048; in seguito nel 1159, Federico Barbarossa riconferma la sua dipendenza dal Vescovo di Torino e nel 1163 la assegna a Guglielmo V del Monferrato, cosicché i Visconti di Baratonia diventano suoi vassalli, restandovi fino ai primi anni del 1300, quando, dopo la sconfitta dei Marchesi del Monferrato ad opera di Filippo principe di Savoia-Acaja, passarono sotto il dominio di casa Savoia.

La fedeltà al ramo degli Acaja fu una delle cause di decadenza del casato dei Baratonia, che videro, infatti, il loro castello assediato da Amedeo VI di Savoia (il “Conte Verde”), nel tentativo di far valere le sue ragioni contro le pretese di suo cugino Giacomo d’Acaja. I Visconti di Baratonia persero così la loro autonomia politica ed iniziò la loro decadenza. L’ultima erede, Eleonora di Baratonia, porterà in dote sia Varisella che Baratonia, insieme con gli altri territori, ai d’Harcourt, dopo il matrimonio con Guglielmo d’Harcourt.

I d’Harcourt conservarono i loro diritti su Varisella e Baratonia fin verso la fine del XVIII sec., quando Giovanni Secondo Oselia di Torino viene infeudato del territorio di Varisella da Vittorio Amedeo III di Savoia, vincolo dal quale Varisella si riscattò definitivamente nel 1891, mediante il pagamento della somma di lire 3.000. Nel 1927, anche Varisella insieme con Vallo venne accorpata al Comune di Fiano, di cui diventa frazione, rimanendovi fino al 1954.

Del Castello che fu dei Baratonia non rimangono oggi che i muri perimetrali, dentro i quali sono ancora visibili le divisioni dei locali ed i resti della chiesa padronale. Dagli scavi sono venuti alla luce suppellettili in ceramica e frammenti di affreschi. Il nome Baratonia potrebbe avere derivazione germanica e significato originale di “terra allodiale”, godibile cioè in piena proprietà e non sottoposta a vincoli feudali.

L’esistenza del castello è comprovata da un documento del 1090. Ai suoi piedi probabilmente esisteva già, prima del Mille, un borgo di cui oggi purtroppo rimangono solo ruderi. Alcuni mattoni e frammenti rinvenuti sul posto potrebbero far pensare a stanziamenti di epoca tardo romana. Oggi non tutti sanno dove si trovi la località chiamata Baratonia e spesso quelli che lo sanno conoscono il luogo per lo più come meta di passeggiate o picnic.

Eppure questo nome dalla sonorità curiosa ed insolita contraddistinse nel passato una delle più antiche famiglie non solo del Piemonte ma addirittura d’Europa. Nei primi secoli del secondo Millennio solo tre famiglie (tra cui quella dei Baratonia) in Piemonte si fregiavano del titolo di Visconte, discendenti probabilmente da un unico capostipite, Guglielmo, a sua volta discendente di Manfredo “camerario di Carlo Magno”.

 

 

Punti di interesse (max 1 km partenza, arrivo, sull’itinerario):

Percorsi Mountain Bike

 

Situata ai piedi della suggestiva altura che ospitò il castello è la Cappella di San Biagio, eretta intorno al secolo IX sul piccolo spero-ne roccioso dove si congiungono i due rii che circondano la collina.

Fu l’antica parrocchia del borgo di Baratonia. Qui si trovava il luogo della giustizia, dove il podestà, nominato dai signori, presiedeva il tribunale. Qui, ”presso e fuori la chieda di San Biagio”, Guglielmo D’Harcourt, dopo la morte dello suocero Tommaso, fece inginocchiare i suoi sudditi per ricevere da loro il primo giuramento di fedeltà.

Ampiamente rimaneggiata all’inizio del ‘900, nella Cappella di San Biagio, venne rinvenuto un affresco ora conservato presso la Chiesa Parrocchiale raffigurante la Madonna con il Bambino e Sant’Antonio. Si tratta in realtà di una raffigurazione di Sant’Anna in trono che sostiene la Madonna che, a sua volta regge il Bambino: la figura di Sant’Anna è del tutto scomparsa ma la presenza di una mano sulla spalla della Vergine ha consentito di riconoscere una rappresentazione non molto diffusa, detta “Sant’Anna Metterza” (cioè Sant’Anna “messa terza”), diffusa nei paesi germanici ed invocata dalle partorienti.

Ogni anno, il 3 febbraio, vi si celebra la festa di San Biagio, alla quale partecipano fedeli di tutto il circondario per ricevere la tradizionale benedizione della gola.

Altra antica cappella è quella di San Grato (e dall’800 anche di San Giuseppe), a Baratonia (che sorge sulle rive del Ceronda) e che per molti anni ha accolto un “eremita” votato alla sua custodia. L’antica cappella fu costruita a confine tra i Comuni di Varisella e Baratonia. Ogni anno l’ultima domenica d’agosto o la prima domenica di settembre viene festeggiato San Grato.

A Varisella vale anche la pena di visitare il Museo dei Visconti di Baratonia (in via Don Cabodi, 4 – tel. 011 9249308), che fa parte dell’Ecomuseo della Val Ceronda e Casternone.

Il Museo, allestito presso la sede comunale, racconta in sintesi con documenti medievali e reperti archeologici, la storia dei Visconti (1064 – 1452) e della loro estesa signoria bannale che dal Castello di San Biagio in Val Ceronda si allargava a consistenti frazioni delle Valli di Lanzo e di Susa.

 

 

Varisella

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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ACCESSIBILITA’

Parzialmente accessibile (nel bosco solo fruibile da persone con disabilità cognitive e mentali)

giallo

CONTATTI

Comune di Varisella

Tel. (+39)011 924 9375

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