VARISELLA – “MONCOLOMBONE-AREA POLIGONO”

MAPPA ITINERARIO


INFORMAZIONI TECNICHE:
Lunghezza: 600 m
Dislivello: da 575 m a 630 m
Punto di partenza: B.ta Moncolombone
Punto di arrivo:
  area del Poligono a sud – ovest dell’abitato di Varisella
Accessibilità:parzialmente accessibile ( nel bosco solo fruibile da persone con disabilità cognitive e mentali)
Parcheggio: presso B.ta Moncolombone – oltre area di sosta per camper alla zona Poligono.

L’area Camper collocata in uno spazio ideale per camminate ed escursioni nel verde e nei boschi, in località “Poligono” e vicina alla borgata Moncolombone, alla fine di via Montelera, località Filiè.

Periodo: tutto l’anno

Descrizione:

 

Breve ma bell’itinerario adatto per iniziare, non fattibile solo con condizioni di abbondante innevamento a quote basse. Ottimo anche per le ciaspole. Il versante completamente a nord mantiene neve farinosa a lungo nonostante la bassa quota. Pericoli nulli anche con abbondante innevamento.

In borgata Moncolombone un piccolo gruppo di case contadine testimonia l’architettura di un tempo, caratterizzata da muri a secco costruiti con pietra locale rossastra e fango. Sulla strada che conduce alla borgata sorge anche la Cappella della Madonna della Neve e San Rocco, che conserva all’interno numerosi ex voto. Un altro sentiero invece unisce alla vicina Borgata Ramai, superando il rio Creus con una passerella pedonale. La Cappella è stata costruita nel 1815-16 dagli abitanti delle due frazioni (Ramai e Munculumbun) per chiedere protezione contro i “tempi assai calamitosi”. Ogni anno, la prima domenica d’agosto, vi si svolgono i festeggiamenti in onore della Madonna e il 16 agosto in onore di San Rocco.

Durante il periodo della Resistenza partigiana Varisella in Borgata Moncolombone, assunse un ruolo importante, diventando sede del comando della Bassa Valle di Lanzo.

 

 

 

Punti di interesse (max 1 km partenza, arrivo, sull’itinerario):

 La riserva naturale è stata istituita nel 1982, ed è amministrata dall’Ente di gestione delle aree protette dell’area metropolitana di Torino; include al suo interno la cappella dedicata alla Madonna della Neve, costruita nel 1855-1856 e che sorge a quota 1.211 sul crinale che divide la Val Ceronda dalla conca di Givoletto e si estende nel Comune di Varisella .

La riserva si estende su una superficie di circa 50 ha attorno a quota 1.200 m ed è nata per proteggere una delle pochissime stazioni note di un raro endemismo vegetale, Euphorbia gibelliana Peola.

L’Euphorbia gibelliana è una pianta erbacea che non ha nulla di particolarmente appariscente ma, nella sua semplicità, è unica al mondo.

La copertura vegetale dell’area è alquanto rada per cui la roccia in posto è ovunque sub affiorante. Il substrato litologico è costituito da Iherzoliti appartenenti al settore meridionale del Massiccio ultrabasico di Lanzo, mai interessato dall’erosione glaciale nel periodo del Quaternario.

L’Euphorbia gibelliana, descritta per la prima volta da Paolo Peola nel 1892 e dedicata a Giuseppe Gibelli, a quel tempo Direttore dell’Orto Botanico dell’Università di Torino, è una specie tipicamente montana, in quanto non la si trova mai a quote inferiore ai 1000 metri. Affine all’Euphorbia hyberna ad areale atlantico, viene considerata da alcuni autori come una sottospecie di quest’ultima. Si differenzia per una pubescenza maggiore e per ghiandole più ondulate presenti sull’infiorescenza.

Il Pignatti nella sua “Flora d’Italia” la riconduce all’Euphorbia hyberna subsp. Canuti, presente nella zona delle Alpi Marittime.

L’Euphorbia gibelliana è una pianta erbacea, rizomatosa, con aspetto cespuglioso essendo formata da fusti alti 30-60 cm ammassati a gruppi di 20-40. L’infiorescenza è costituita da un’ombrella apicale a 5 raggi, portante un solo fiore circondato da 5 foglie allungate-ellittiche. Come tutte le euforbiacee è ricca di un lattice bianco che si rapprende rapidamente all’aria. Specie acidofila, inizia il suo sviluppo nel mese di aprile e fiorisce a maggio; la maturazione dei frutti avviene a luglio, mentre ad agosto la parte aerea dessecca completamente. L’impollinazione dela specie avviene ad opera di insetti pronubi, essenzialmente Ditteri e Imenotteri, mentre la disseminazione è probabilmente attuata da formiche attratte dall’appendice carnosa del seme.

Essendo eliofila, cresce su terreni rocciosi a scarsissima copertura arborea, mentre necessita di elevata piovosità ed umidità atmosferica per la fioritura.

La vegetazione della riserva è caratterizzata da cenosi boschive miste, di modesta altezza, ad impronta nettamente mesofila, con copertura rada ed aspetto degradante a causa di tagli, pascolo e incendi avvenuti nel passato. Le essenze maggiormente presenti sono roverella, betulla e tiglio.

Percorsi Mountain Bike

A Varisella vale anche la pena di visitare il Museo dei Visconti di Baratonia (in via Don Cabodi, 4 – tel. 011 9249308), che fa parte dell’Ecomuseo della Val Ceronda e Casternone.

Il Museo, allestito presso la sede comunale, racconta in sintesi con documenti medievali e reperti archeologici, la storia dei Visconti (1064 – 1452) e della loro estesa signoria bannale che dal Castello di San Biagio in Val Ceronda si allargava a consistenti frazioni delle Valli di Lanzo e di Susa.

 

 

 

Varisella

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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ACCESSIBILITA’

Parzialmente accessibile (nel bosco solo fruibile da persone con disabilità cognitive e mentali)

giallo

CONTATTI

Comune di Varisella

Tel. (+39)011 924 9375

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